Molte aziende scoprono di avere un Energy Manager soltanto quando qualcuno chiede loro chi sia. Eppure la figura esiste da oltre trent’anni, è prevista da una legge dello Stato e, per una parte delle imprese italiane, la nomina è un obbligo con una scadenza annuale precisa. Per tutte le altre è una scelta che, fatta bene, si ripaga con la bolletta. In questa guida, pensata per chi gestisce un’azienda, un albergo, un ente o una struttura commerciale a Roma e nel Lazio, vediamo cos’è davvero l’Energy Manager, quando bisogna nominarlo e cosa fa concretamente.
Che cos’è l’Energy Manager
L’Energy Manager (in italiano, il “responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia”) è la persona incaricata di tenere sotto controllo i consumi energetici di un’organizzazione e di proporre gli interventi per ridurli. Lo prevede l’articolo 19 della Legge 10/1991. Non è un titolo di studio né un albo professionale: è un incarico formale, che può essere affidato a un dipendente interno oppure a un consulente esterno.
Chi è obbligato alla nomina
L’obbligo scatta in base ai consumi dell’anno precedente:
- oltre 10.000 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) per i soggetti del settore industriale;
- oltre 1.000 tep per i soggetti dei settori civile, terziario e trasporti.
La nomina va comunicata ogni anno entro il 30 aprile attraverso la piattaforma NEMO (Nomina Energy Manager Online), gestita da FIRE per conto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Attenzione: la comunicazione si ripete ogni anno, anche se la persona nominata resta la stessa.
Nomina volontaria: quando ha senso farla anche sotto soglia
Chi è sotto soglia può comunque nominare un Energy Manager, usando la stessa piattaforma e la stessa procedura, ma senza vincoli di scadenza. Perché farlo? Perché avere una figura che presidia l’energia significa passare dalla bolletta “subita” alla bolletta gestita. La nomina volontaria, inoltre, può dare accesso ad alcuni strumenti di incentivazione, tra cui i certificati bianchi (TEE), dove ne ricorrano i requisiti.
Per dare un’idea della diffusione: secondo il Rapporto FIRE 2025, nel 2024 sono arrivate in tempo 2.571 nomine, di cui 1.752 da soggetti obbligati e 819 da soggetti non obbligati. Più di una nomina su quattro, quindi, è una scelta volontaria.
Cosa fa un Energy Manager, in concreto
1. Analizza i consumi
Il primo lavoro è capire dove va l’energia: quanto consumano illuminazione, climatizzazione, aria compressa, processi produttivi, e in quali fasce orarie. Senza misure non c’è gestione: spesso si parte installando contatori e sistemi di monitoraggio dove mancano.
2. Individua le inefficienze e propone interventi
Dalla centrale termica sovradimensionata ai motori senza inverter, dagli impianti che restano accesi di notte alle dispersioni dell’involucro: l’Energy Manager costruisce un elenco di interventi con costo, risparmio atteso e tempo di ritorno, così la direzione può decidere con i numeri in mano.
3. Integra le fonti rinnovabili
Fotovoltaico con accumulo, pompe di calore, solare termico: l’Energy Manager valuta quali tecnologie hanno senso per il profilo di consumo dell’azienda, evitando impianti scollegati dai consumi reali.
4. Segue incentivi e adempimenti
Conto Termico, certificati bianchi, diagnosi energetica periodica, pratiche GSE: districarsi tra scadenze e requisiti richiede continuità. Una figura dedicata evita di perdere un’opportunità per una scadenza mancata.
5. Monitora e rendiconta
Ogni intervento va verificato dopo la realizzazione: il risparmio promesso è stato raggiunto? L’Energy Manager produce report periodici per la direzione e tiene aggiornato il piano.
Un esempio numerico (ipotetico)
Prendiamo un’azienda di servizi con un consumo elettrico di 600.000 kWh l’anno e un costo medio, ipotizzato, di 0,22 euro/kWh. La spesa annua è di 132.000 euro (600.000 × 0,22). Un programma di gestione fatto di monitoraggio, correzione degli orari di accensione, sostituzione dell’illuminazione e regolazione degli impianti può portare a una riduzione del 10%: sono 60.000 kWh in meno e 13.200 euro risparmiati ogni anno (132.000 × 10%). È un esempio costruito per mostrare il meccanismo, non una promessa: il risparmio reale dipende dall’azienda e va stimato con una diagnosi.
Incentivi e agevolazioni collegati
L’Energy Manager non è una voce incentivata in sé, ma lavora sugli strumenti che lo sono. Tra i principali, da verificare caso per caso sui requisiti aggiornati: i certificati bianchi per interventi che generano risparmi energetici misurabili, il Conto Termico per alcuni interventi su involucro e impianti, e le agevolazioni sugli impianti da fonti rinnovabili. Le regole cambiano spesso: prima di decidere un investimento, fatevi confermare condizioni e scadenze in vigore.
Come lavora EGE Italy
EGE Italy – Endless Green Energy opera a Roma e nel Lazio. Il servizio di Energy Manager può essere affidato in modalità esterna: partiamo dall’analisi dei consumi, definiamo con voi se esiste un obbligo di nomina, gestiamo la comunicazione annuale e costruiamo un piano di interventi ordinato per tempo di ritorno. Se poi serve realizzare gli impianti (fotovoltaico, pompe di calore, regolazione), lo facciamo noi, con un unico interlocutore dall’analisi al collaudo.
Non sai se la tua azienda deve nominare l’Energy Manager?
Raccontaci i tuoi consumi: ti diciamo se c’è un obbligo e dove si può risparmiare.
EGE Italy – Endless Green Energy | Roma | ✉️ info@egeitaly.it | 📞 +39 351 867 6993
